Nido di merli
LA FAUNA
Ovature di rospo
LA FAUNA
Rana verde
LA FAUNA

Il territorio del parco è in prevalenza costituito da aree agricole poste nelle immediate vicinanze delle aree urbane di Bergamo e dei paesi confinanti. inoltre, l’unità territoriale del PLIS risulta interrotta dalla presenza di alcune importanti infrastrutture viarie come la ferrovia Bergamo - Milano e l’autostrada A4. Queste caratteristiche, insieme all’assenza di boschi, alla contenuta disponibilità di siepi arboreo arbustive e alla cementificazione delle sponde di alcuni corsi d’acqua, rendono il parco scarsamente fruibile dalle specie animali più delicate, a vantaggio di specie opportuniste e generaliste.

Ciononostante l’area è comunque abitata da specie di interesse faunistico e presenta potenzialità inespresse di grande interesse. In questo contesto un ruolo di primaria importanza è svolto dalle siepi arboreo arbustive che costituiscono rifugio e nutrimento per molte specie e pertanto il loro potenziamento appare indispensabile. Secondariamente anche gli spazi agricoli svolgono un ruolo di interesse faunistico costituendo fonte di cibo e territorio di caccia per varie specie, nonché, talvolta, sito di rifugio.

Anfibi

Nel territorio del PLIS è stata rilevata la presenza di alcune specie di anfibi, tutte appartenenti all’ordine degli Anuri.

Tra gli anfibi che frequentano le aree coltivate del parco si segnala il rospo smeraldino (Bufo viridis), specie opportunista che riesce ad utilizzare per la deposizione delle ovature, costituite da lunghi cordoni gelatinosi, corpi d’acqua temporanei, come pozzanghere e ristagni d’acqua che si formano nei periodi piovosi.

Le acque della Morletta, unico corso d’acqua naturale presente nel PLIS, non sono particolarmente idonee per la vita delle larve degli anfibi, in quanto scorrono troppo velocemente. Tuttavia ciò non preclude del tutto la possibilità di rinvenire, anche se in numero ridotto, anfibi come la rana verde (Rana klepton esculenta), anuro che usufruisce delle anse della Morletta, dove la corrente è più dolce, e delle canalette poco utilizzate, per deporre le proprie ovature, che si presentano come ammassi gelatinosi globulari.

In una canaletta è stato riscontrato anche il rospo comune (Bufo bufo), più frequente in ambienti collinari e montani.

Mammiferi

Le specie di mammiferi presenti nel territorio del PLIS sono poche e tra queste merita attenzione soprattutto il riccio (Erinaceus europaeus). Questo piccolo insettivoro al sopraggiungere della sera lascia la siepe dove, ben nascosto, ha trascorso il giorno e si spinge nei campi per cibarsi di vermi e di insetti, compiendo un’attività molto utile all’agricoltura. Purtroppo però la presenza di strade trafficate determina l’investimento di numerosi ricci, tanto che l’uccisione di esemplari da parte del traffico stradale costituisce una significativa causa di morte della specie nei nostri territori. Inoltre, la presenza di infrastrutture lineari insormontabili come l’autostrada A4, costituendo una barriera agli spostamenti del riccio e degli altri mammiferi presenti nel parco, porta all’isolamento genetico delle popolazioni, costringendo all’incrocio tra consanguinei, con conseguente indebolimento delle specie.

Oltre al riccio è da segnalare la presenza di un altro, seppur meno comune, importante insettivoro, il toporagno (Sorex araneus).

Abbastanza frequenti nel territorio del PLIS sono invece il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), che trova rifugio nelle siepi del parco, e la talpa (Talpa europaea) che si nutre di lombrichi e larve di insetti che trova nel terreno scavando, nei campi e nei prati, una moltitudine di gallerie rese evidenti in superficie dai tipici mucchietti di terra.

Nel territorio del parco è stata inoltre rilevata la presenza della donnola (Mustela nivalis), piccolo carnivoro appartenente alla famiglia dei Mustelidi. Non è stata invece segnalata la presenza della volpe, sebbene si stia osservando una sua progressiva diffusione in tutta l’alta pianura bergamasca.

Tra i mammiferi del parco troviamo anche alcune specie appartenenti all’ordine dei roditori, quali il surmolotto e, sporadicamente, l’arvicola terrestre (Arvicola terrestris), presente soprattutto nelle aree lungo il reticolo idrografico, e l’arvicola campestre (Microtus arvalis).

I chirotteri del parco sono invece rappresentati dal pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus), frequentatore in particolare dei centri abitati ove la specie trova aree di caccia molto ricche (si nutre di varie specie di insetti) e strutture (sottotetti di edifici, pali della luce, ecc.) adatte per svernare o come siti riproduttivi.

Rettili

I rettili presenti nel parco sono per lo più appartenenti ai sottordini dei Lacertilii e degli Ofidi. Al primo gruppo appartengono la comune lucertola muraiola (Podarcis muralis), il ramarro (Lacerta viridis) e l’orbettino (Anguis fragilis). Quest’ultima specie, a differenza di quanto comunemente si crede e sembra, non è un serpente e si nutre di insetti vivendo per lo più nel feltro erboso. Nel secondo gruppo, gli Ofidi, rientrano il biacco (Hierophis viridiflavus) e il colubro liscio (Coronella austriaca), serpenti innocui e privi di veleno, che di solito cacciano roditori e lucertole nelle aree più calde delle siepi, mentre il solo biacco talvolta si spinge anche nei campi.

Lungo i corsi d’acqua si trova invece la biscia d’acqua (Natrix natrix), specie considerata prioritaria dalla Regione Lombardia.

Avifauna

Tra la fauna vertebrata presente nel parco, la classe degli uccelli è sicuramente quella che annovera un maggior numero di specie e che risulta più facilmente osservabile.

In particolare sono le siepi arboreo arbustive che ospitano la maggior parte delle specie, sia durante il periodo riproduttivo sia in quello di svernamento: esse offrono rifugio e nutrimento all’avifauna e possono essere utilizzate come sito di nidificazione o come posatoio.

Tra le varie specie riscontrate nel parco di particolare importanza sono l’averla piccola (Lanius collurio) e il martin pescatore (Alcedo atthis), entrambe sottoposte a tutela e presenti nell'Allegato 1 della Direttiva 79/409/CEE.

L’averla piccola è una specie poco comune, considerata prioritaria (priorità 8) da Regione Lombardia e nel parco è stata osservata lungo la Morletta, a margine di un prato stabile. Essa si nutre di insetti e di piccoli vertebrati che solitamente cattura in spazi caratterizzati da una vegetazione relativamente bassa, sottoposta a taglio o a brucatura.

Il martin pescatore, invece, frequenta la roggia Morlana ove va a caccia di piccoli pesci, per lo più avannotti provenienti dal fiume Serio, da dove è derivata la roggia.

Altre specie nidificanti che frequentano i corsi d’acqua del parco sono la ballerina bianca (Motacilla alba) e la ballerina gialla (Motacilla cinerea), che sorvolano rogge e canali a caccia di insetti, l’usignolo di fiume (Cettia cetti) e la gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), quest’ultima rilevata sia nei pressi della Morletta che della roggia Morlana, nascosta tra la vegetazione riparia.

Nel parco nidificano inoltre l’usignolo (Luscinia megarhynchos), il comunissimo merlo (Turdus merula), la cinciallegra (Parus major) e, tra gli arbusti, la capinera (Sylvia atricapilla) e, costruendosi il caratteristico nido di ragnatele e piume, il codibugnolo (Aegithalos caudatus).

Tra le siepi nidificano e si rifugiano anche alcune specie prevalentemente granivore appartenenti alla famiglia dei Fringillidi che si spostano nei campi coltivati per cibarsi di semi: tra queste vi sono il verzellino (Serinus serinus), il verdone (Carduelis chloris), il cardellino (Carduelis carduelis) ed il fringuello (Fringilla coelebs).

Nel parco sono inoltre presenti specie che utilizzano piccole cavità del tronco degli alberi per nidificare quali il torcicollo (Jinx torquilla) e la passera mattugia (Passer montanus), che può sfruttare tali cavità, o costruire veri e propri nidi.

Tra le specie osservate in fase migratoria, ma non nidificanti nel parco, è presente il luì piccolo (Phylloscopus collybita).

A differenza delle siepi arboree arbustive interpoderali o di quelle che accompagnano il corso delle rogge, le superfici coltivate in linea di massima non costituiscono un valido luogo di nidificazione, né un rifugio sicuro per la maggior parte delle specie ornitiche. Esse contribuiscono però al nutrimento dell’avifauna, garantendo semi e cariossidi alle specie granivore e rappresentando interessanti zone di caccia per i rapaci.

Tra i rapaci notturni si rileva la presenza della civetta (Athene noctua), specie stanziale che nei campi cattura grossi insetti e piccoli roditori, e dell’assiolo (Otus scops), che si nutre solo di insetti e nidifica tra aprile e luglio nei muri e nelle cavità degli alberi, ma che difficilmente si riesce a scorgere per le sue elevate capacità mimetiche. 

La specie più rappresentativa e caratteristica dei prati e dei coltivi del parco è però l’allodola (Alauda arvensis) che nidifica al suolo tra la coltre erbosa. Tipica di questo ambiente è inoltre la quaglia (Coturnix coturnix), piccolo galliforme (circa 18 cm) che nei coltivi depone le uova e va a caccia di insetti senza essere notata grazie al piumaggio mimetico.

I campi sono anche e soprattutto il regno della rondine (Hirundo rustica) che li sorvola alla ricerca di insetti e che normalmente nidifica presso cascine ed altri edifici. Sempre in volo sui coltivi sono stati osservati anche alcuni topini (Riparia riparia), oltre ai più comuni pigliamosche (Muscicapa striata) a al saltimpalo (Saxicola torquata). Queste due specie dai margini degli incolti dei coltivi penetrano nei campi per predare insetti, più raramente altri invertebrati, rappresentando specie ornitiche particolarmente preziose nella lotta biologica agli insetti nocivi all’agricoltura.

Le campagne sono inoltre frequentate dal codirosso (Phoenicuros phoenicuros), dalla cutrettola (Motacilla flava) e dalle comunissime passera d’Italia (Passer italiae) e passera mattugia (Passer montanus).

Tra i columbidi sono presenti il colombaccio (Columba palumbus) e la tortora (Streptopelia turtur).

Comuni sono inoltre la cornacchia grigia (Corvus corone cornix) e lo storno (Sturnus vulgaris), specie che ricercano il cibo in ambiti aperti ed antropici, e la gazza (Pica pica).