La Roggia Morlana
I corsi d‘acqua
La Morletta
I corsi d‘acqua
La Roggia Morlana
I corsi d‘acqua

La Morletta è un corso d’acqua naturale, presenta infatti un aspetto decisamente naturaliforme caratterizzato da anse e meandri, salvo alcuni tratti che sono stati rettificati dall’uomo. Questo corso d’acqua nasce ai piedi dei colli di Bergamo, lambisce le aree del parco cui fa da confine, attraversa l’alta pianura bergamasca compresa tra Brembo e Serio e termina il suo tragitto immettendosi nel Fosso Bergamasco. Lungo il suo percorso attraversa il territorio dei comuni di Bergamo, Lallio, Stezzano, Levate, Verdello, Verdellino, Arcene, Lurano e Pognano, inoltre sulle sue rive si affacciano numerosi altri parchi, il Plis della Morla, il Plis dei Fontanili e dei Boschi e il Plis della Gera d’Adda e più in generale costituisce il più importante asse ecologico che attraversa la pianura compresa tra Brembo e Serio. Si suppone che la Morletta fosse un tempo un affluente delle Morla e che ne abbia “ereditato” buona parte dell’alveo quando nell’alto medioevo la Morla è stata deviata verso Campagnola. A seguito dell’intervento dell’uomo la porzione d’alveo della Morla posta a monte dell’intersezione con la Morletta è rimasta così senz’acqua e col tempo tali aeree sono state trasformate in prati, dove però rimane ancora traccia dell’alveo di un tempo, mentre a valle dell’immissione della Morletta l’antico alveo della Morla, seppure ristrettosi e con una portata più contenuta, ha mantenuto la sua funzione fluviale.

La Roggia Morlana è un corso d’acqua artificiale, una seriöla, lunga circa 28 km e realizzata dall’uomo nel corso del XII secolo. Il suo percorso nasce ad Albino, dove vi è l’opera di presa sulla sponda destra del Serio, attraversa Nembro, laddove si trovava in origine la prima opera di presa, passa poi per Alzano Lombardo e Ranica, segna il confine tra Torre Boldone e Gorle e arriva così a Bergamo. Molto suggestivo il suo stretto passaggio tra le case del borgo di Daste e Spalenga, la si può notare ancora con facilità nella zona della Celadina, ma avvicinandosi al centro città essa scompare strade e parcheggi ed oggi ci è per lo più ignota anche se, assieme ad altre rogge, incrocia la principale via della città, viale Papa Giovanni XXIII. Torna in superficie solo all’altezza di via Berizzi, zona Magrini, dove un tempo forniva energia all’omonimo insediamento industriale, e poi di nuovo a Colognola e nelle adiacenti aree del parco che attraversa da nord a sud, rappresentano, assieme alla Morletta, il principale corridoio ecologico del Plis. La Morlana assume un importante valore ecologico nel contesto agricolo del parco, la buona presenza di piante che bordano le sue rive, oltre a costituire un valore in sé, offre infatti rifugio ad insetti e fauna, specialmente all’avifauna, ma anche le acque stesse della roggia introducono l’eccezione nel contesto della pianura agricola. Infatti lungo la roggia Morlana, è stata riscontrata la presenza del Martin pescatore (Alcedo atthis), rapace che caccia i piccoli pesci presenti nelle buche che si creano subito dopo i salti d’acqua e i piccoli pesci in questione sono soprattutto avannotti provenienti dal Serio. Attraversato il Plis la Morlana si spinge fino a Levate e superato l’abitato si divide in due rami, uno prosegue verso Verdello, l’altro in direzione Spirano. In entrambi i casi i due rami si suddividono più volte, innervando e irrigando così le campagne che vanno da Osio Sotto e Comun Nuovo fino a Verdellino e Pognano. Nonostante il suo elevato valore storico, naturalistico e paesaggistico larga parte del percorso di questa seriöla è stato completamente tombinato o comunque cementificato e analoga sorte rischiano anche i residui tratti naturaliformi.